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"Sono passati gli anni come stormi che
vedi o senti sfrecciare in un cielo all'imbrunire, alzi lo sguardo
e fai appena in tempo a vedere un'ombra sopra la tua testa che si
muove rapida verso l'infinito; forse è stata solo la tua
immaginazione, per un attimo, un attimo soltanto hai l'impressione
- che dico? la certezza - che sia stata solo la tua mente a
materializzare quelle immagini; ti guardi indietro e ti viene da
ridere, ti sembra che quella commedia a volte triste, a volte ben
riuscita che gli altri e tu stesso chiamate «la tua vita» sia
stata una splendida messinscena ad uso e consumo di chissà chi.
E invece ci sei. Fermo, con i piedi ben piantati per terra, ci sei
anche tu e non è vero che il passato non c'è stato, lui è
esistito veramente, non l'avevi soltanto immaginato, è stato lui
a condurti fino a qui e non viceversa. E le cose che c'erano
prima, le cose di quando eri un ragazzino, o addirittura un
bambino, c'erano davvero anche loro, così patetiche - poetiche -
superate: la tv in bianco e nero, il giradischi, il telefono
grigio con la rotella su cui far scorrere i numeri, le vecchie
automobili, le anteprime di film che adesso sono dei classici, le
canzoni che erano in testa alla hit parade e che ora nessuno si
ricorda più. E c'erano anche le persone che hai incontrato nella
tua vita, decine, centinaia di persone che non avresti più
rivisto, destini che si sono incrociati al tuo per una frazione di
secondo, per pochi minuti, per qualche ora, per qualche giorno, in
una sala attesa a scambiare due chiacchiere, nello scompartimento
di un treno, in un amore solo sperato, su una spiaggia a prendere
il sole, sotto la pioggia di novembre alla fermata dell'autobus.
Adesso pensi di essere qualcun'altro, hai un'ulteriore identità,
invisibile, virtuale (impossibile) su una cosa che si chiama
Internet, e sorridi. Cerchi sulla tastiera le parole giuste per
farti riconoscere in mezzo al silenzio assordante delle mille
diversità che incontri navigando; o almeno di riconoscerti.
Troppe volte hai pensato: «ormai, tutto quello che potevo fare
non l'ho fatto». Forse c'è ancora qualcosa da fare per non
credere che tutto finisca nell'istante in cui comincia, tutto
uguale, tutto dall'inizio, forse ancora qualcuno da incontrare per
sentirti dire le parole che speri, e che siano parole sincere.
Come te". |
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