nome: Francesco
   
cognome: Coppola
   
data di nascita: 3 aprile 1964
   
luogo di nascita: Roma
   
residenza: Cassino (FR)
   
altezza: 1,81
   
professione: avvocato
   
stato civile: celibe
    

"Sono passati gli anni come stormi che vedi o senti sfrecciare in un cielo all'imbrunire, alzi lo sguardo e fai appena in tempo a vedere un'ombra sopra la tua testa che si muove rapida verso l'infinito; forse è stata solo la tua immaginazione, per un attimo, un attimo soltanto hai l'impressione - che dico? la certezza - che sia stata solo la tua mente a materializzare quelle immagini; ti guardi indietro e ti viene da ridere, ti sembra che quella commedia a volte triste, a volte ben riuscita che gli altri e tu stesso chiamate «la tua vita» sia stata una splendida messinscena ad uso e consumo di chissà chi. 
E invece ci sei. Fermo, con i piedi ben piantati per terra, ci sei anche tu e non è vero che il passato non c'è stato, lui è esistito veramente, non l'avevi soltanto immaginato, è stato lui a condurti fino a qui e non viceversa. E le cose che c'erano prima, le cose di quando eri un ragazzino, o addirittura un bambino, c'erano davvero anche loro, così patetiche - poetiche - superate: la tv in bianco e nero, il giradischi, il telefono grigio con la rotella su cui far scorrere i numeri, le vecchie automobili, le anteprime di film che adesso sono dei classici, le canzoni che erano in testa alla hit parade e che ora nessuno si ricorda più. E c'erano anche le persone che hai incontrato nella tua vita, decine, centinaia di persone che non avresti più rivisto, destini che si sono incrociati al tuo per una frazione di secondo, per pochi minuti, per qualche ora, per qualche giorno, in una sala attesa a scambiare due chiacchiere, nello scompartimento di un treno, in un amore solo sperato, su una spiaggia a prendere il sole, sotto la pioggia di novembre alla fermata dell'autobus. Adesso pensi di essere qualcun'altro, hai un'ulteriore identità, invisibile, virtuale (impossibile) su una cosa che si chiama Internet, e sorridi. Cerchi sulla tastiera le parole giuste per farti riconoscere in mezzo al silenzio assordante delle mille diversità che incontri navigando; o almeno di riconoscerti. Troppe volte hai pensato: «ormai, tutto quello che potevo fare non l'ho fatto». Forse c'è ancora qualcosa da fare per non credere che tutto finisca nell'istante in cui comincia, tutto uguale, tutto dall'inizio, forse ancora qualcuno da incontrare per sentirti dire le parole che speri, e che siano parole sincere. Come te" .

 

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